Cani senza padrone, la carica dei 600 mila
Il lavoro dei volontari, il business dei canili privati. E con l’estate alle porte torna l’emergenza abbandoni
MILANO – Sono in tanti, contarli è impossibile. Sono sparsi in tutta la penisola, riuniti in associazioni non profit piccole o grandi oppure semplici privati che ogni giorno operano per proteggere, sterilizzare, curare, portare a passeggio e trovare casa al silenzioso esercito dei cani senza padrone. Nel nostro Paese quest’ultimo ammonta, stando ai dati forniti dalle Regioni al Ministero del Welfare, a 600mila, 450mila dei quali vivono in stato di abbandono in strada, soprattutto al Sud. Senza i volontari, che molto spesso spendono di tasca propria per cure veterinarie e cibo, il problema randagismo sarebbe assai più grave, con conseguenze pesanti per la sicurezza delle persone, vedi fenomeno dei cani vaganti nel Mezzogiorno, e per le tasche degli italiani. Perché è con i soldi delle nostre tasse che i comuni, per legge proprietari dei cani senza padrone, mantengono questi ultimi dopo che nel 1991 fu approvata la legge 281 che vieta la soppressione degli animali accalappiati.
«Troppi randagi, inceneriamoli»
La proposta choc di un consigliere regionale Pdl della Sardegna. Pioggia di critiche anche dal governo
ROMA – Suscita scalpore e orrore tra i cinofili la proposta di un consigliere regionale sardo del Pdl, Gianfranco Bardanzellu, che per risolvere il problema del randagismo nell’isola ha proposto di «incenerire i cani». La notizia – pubblicata dal quotidiano L’Unione Sarda – ha già scatenato polemiche, ma secondo il politico ex di An, che è anche consigliere comunale di Olbia, «davanti ad un’ emergenza bisogna avere il coraggio di misure forti e anche impopolari. …l’articolo continua »
Cani, sempre meno divieti di accesso
I dati di una ricerca Aidaa: cresce il numero dei negozi che li ammette, in cinque anni +76%
Sono sempre di meno i negozi che espongono divieti di accesso per i cani
MILANO – Sarà l’aumento della sensibilità animalista o, forse, l’effetto della crisi economica che induce i proprietari di negozi a non andare troppo per il sottile pur di tenersi buoni i clienti. Fatto sta che il cartello «divieto di accesso ai cani» è pressochè scomparso, sostituito, nei casi in cui è ancora proibito far entrare i cani con il cartello contenente l’avviso sicuramente più dolce «io non posso entrare» accompagnato dal muso del cane sovrastato dal cartello di divieto. Rispetto a cinque anni fa, però, i negozi che permettono l’accesso ai cani sono aumentati del 76%. E’ quanto si desume da una ricerca realizzata dai volontari Associazione italiana difesa animali e ambiente (Aidaa) su 3.500 negozi di varie tipologie e 500 supermercati in tutta Italia.
Bocconi killer nella provincia di Milano

Purtroppo i dati sono allarmanti, sono stati almeno 2.000 i cani vittime dei bocconi killer negli ultimi tre anni in provincia di Milano.
Il dato è stato raccolto dal servizio dello sportello animali di Aidaa, associazione italiana in difesa di animali e ambiente.
Le zone più colpite da questo fenomeno della citta’ sono la zona dei giardini di Piazza Bande Nere, e in zona Forlanini.
MILANO – Sono in tanti, contarli è impossibile. Sono sparsi in tutta la penisola, riuniti in associazioni non profit piccole o grandi oppure semplici privati che ogni giorno operano per proteggere, sterilizzare, curare, portare a passeggio e trovare casa al silenzioso esercito dei cani senza padrone. Nel nostro Paese quest’ultimo ammonta, stando ai dati forniti dalle Regioni al Ministero del Welfare, a 600mila, 450mila dei quali vivono in stato di abbandono in strada, soprattutto al Sud. Senza i volontari, che molto spesso spendono di tasca propria per cure veterinarie e cibo, il problema randagismo sarebbe assai più grave, con conseguenze pesanti per la sicurezza delle persone, vedi fenomeno dei cani vaganti nel Mezzogiorno, e per le tasche degli italiani. Perché è con i soldi delle nostre tasse che i comuni, per legge proprietari dei cani senza padrone, mantengono questi ultimi dopo che nel 1991 fu approvata la legge 281 che vieta la soppressione degli animali accalappiati.
