Sentenza a Milano: è un diritto che i gatti siano liberi in condominio
I gatti sono animali sociali e quindi il loro aggirarsi liberamente per gli stabili condominiali non è contrario alle regole, anzi, è in qualche modo un loro diritto. E’ questo il significato di una recente sentenza di un tribunale che, a Milano, ha dato ragione alla “gattara” di un palazzo.
La donna si era vista citare in causa da una coppia che vive nel palazzo e che chiedeva la rimozione delle cassette in cui veniva lasciato il cibo, l’allontanamento degli animali e un risarcimento morale agli altri condomini.
Lei lo assilla perché lasci l’amante. Lui le cucina i gatti per vendetta
Quando si dice che l’estate calda fa impazzire la gente ….
Lei lo tartassa chiedendogli di lasciare l’amante, lui alla lunga si stanca e le cucina i due gatti di casa arrostiti. E’ accaduto vicino Milano.
La donna si è rivolta all’Aidaa per avere una consulenza legale in merito a quanto accaduto. ”Mi rivolgo a voi perché sono disperata – ha scritto la signora nella sua email, riportata dall’Adnkronos – sono Milena e da due anni sono separata con mio marito, io non posso accettare che lui veda un’altra donna e per questo motivo l’ho minacciato di ufficializzare la nostra separazione. Premetto che vivo (anzi vivevo) con due meravigliosi gatti siamesi maschi, Zar di 6 anni e Guglielmo di 5”.
”Dopo l’ennesima litigata avvenuta sabato sera, (mio marito abita a pochi passi da me nello stesso stabile, un complesso di villette bifamiliari) mio marito mi ha minacciato di portami via i gatti – prosegue nella lettera – Lì per lì non ho dato peso alle sue parole e quando domenica sera mi ha invitato a cena a casa sua per fare la pace, ho accettato con piacere perché comunque il mio sogno è quello di riconciliarmi con lui. Domenica sera, arrivata a casa sua mi ha accolta con un sorriso enorme e mi ha invitata nella sala da pranzo dove si trovava anche la sua attuale compagna, la cosa mi ha sorpresa, ma ho fatto finta di niente”.
Laser negli occhi, cani abbaiano, liti condomini: Venezia in testa
Rimango sempre più sbigottita e senza parole quando leggo certe notizie ed è per questo che ve le sottopongo anche se il mio blog non tratta principalmente di “notizie dal mondo”.
Forse dovremmo riflettere sulle priorità e le opportunità che ci viene offerta dalla vita “moderna”, per capire l’origine di atti così biechi … comunque eccovi la notizia “animalesca” di questi mesi estivi.
E’ diventato, dopo il problema dell’abbaio dei cani del vicinato, il motivo di maggior denuncia al tribunale degli animali di Aidaa.
Ronde contro l’abbandono dei cani in autostrada
Con l’arrivo della stagione estiva riparte l’operazione “Io l’ho visto”, per ‘salvare’ gli amici a quattro zampe abbandonati sulle autostrade, realizzata in collaborazione dall’Associazione italiana difesa animali ed ambiente (AIDAA), Prontofido e le radio del gruppo Finelco (Radio 105, Virgin e Radio Montecarlo).
Per il quarto anno consecutivo, gli oltre 1.200 volontari dei team anti-abbandono di ‘Io l’ho visto’ pattuglieranno le autostrade italiane con oltre 100 gruppi automuniti che interverranno in soccorso dei cani vaganti o abbandonati.
L’operazione ronde scatterà dal 24 luglio e durerà fino al 4 settembre: in questo periodo, sarà possibile segnalare i cani abbandonati o vaganti sulle autostrade inviando un sms al numero 3341051030, indicando il punto esatto dove si è avvistato in cane. Da quest’anno sarà inoltre possibile effettuare la segnalazione attraverso i telefoni e gli apparecchi palmari scaricando l’apposita applicazione.
Cani, gatti e liti. In condominio, ma non solo
Roma – Torna la primavera, e con lei tornano anche le liti tra condomini per cani e gatti. Come scrive il Giornale, soltanto nell’ultima settimana sono state oltre 1.200 le segnalazioni e le richieste di consulenza arrivate al tribunale degli animali di Aidaa e allo sportello animalincondominio@libero. it relative a liti condominiali.
Spesso si tratta delle situazioni più comuni, come il cane che abbaia, o l’uso degli ascensori degli inquilini con i loro animali.
Tra le 1.200 arrivate, scrive il Giornale, circa 800 provengono da padroni di animali che si sento vessati dai regolamenti di condominio o da vicini che non tollerano la presenza degli animali.
Poi ci sono circa 400 richieste di consulenza legale o amministrativa provenienti da persone che a loro volta si sentono infastidite dal comportamento dei padroni degli animali.
Serial killer di gatti
Sono quasi 120 i cuccioli di gatto vittime di un serial killer di mici a Cassinetta di Lugagnano un piccolo paese in provincia di Milano. A raccontarlo è l’Associazione italiana difesa animale e ambiente (AIDAA) che spiega che 120 gatti piccolissimi sono tutti stati uccisi con un macabro rituale. I gattini, infatti, sono stati tolti alla mamma e poi inseriti in una scatola di scarpe e infilata in un sacchetto abbandonato sempre davanti allo stesso cancello. In molti casi i gatti sono morti soffocati in quanto il sacchetto veniva chiuso e quindi una volta finita la poca aria contenuta i micini morivano per asfissia, in altri casi la morte è intervenuta per fattori naturali causati dal distacco dalla mamma.
Felino batte uomo: “Meglio un gatto in casa che un fidanzato alla porta”
Il 17 febbraio è la festa del gatto, scelto da un terzo dei single per sentirsi meno soli. Si parla di fidanzati e a tre giorni da San Valentino, arriva la celebrazione per i felini.
Secondo un sondaggio dell’Aidaa (Associazione italiana difesa animali e ambiente) il 35 per cento dei single ha scelto un gatto come compagno, di casa o di vita? Ci sono le più estreme che si sfogano su Facebook: «Meglio avere un gatto in casa che un fidanzato alla porta» e le più moderate che amano i mici ma anche gli uomini.
Marina Alberghini Pacini, presidente dell’Accademia dei Gatti Magici suggerisce di prendere in casa un gatto nero per avere fortuna. Il gatto poi è anche terapeutico, tanto che c’è la Gattoterapia (Salani). “Che cosa significa, lo spiega Igor Sibaldi, studioso di teologia (prima di dedicarsi ai gatti ha scritto libri sugli angeli).
Non comprate cuccioli come regalo
A dicembre si vendono 350 mila tra cani e gatti

Cuccioli di dalmata (Archivio Corsera) Non si può dire che le festività umane portino letizia agli animali. Ferve l’attività nei mattatoi, e anche l’idea di un cucciolo in regalo nasconde parecchie insidie. Per dissuadere dall’acquisto nei negozi e invitando piuttosto alle adozioni presso canili e gattili, l’Aidaa (Associazione italiana a difesa di animali e ambiente) ha lanciato ieri un appello, ricordando l’enorme numero di abbandoni dei cuccioli comperati sotto Natale (150mila cani e 250mila gatti): dopo qualche mese il 40% di questi si ritrova senza un padrone. Ma sono più d’una le ragioni per cui si chiede di evitare l’acquisto negli esercizi commerciali.
ANIMALI IN VETRINA – Anzitutto, l’animale in vetrina viene di solito importato da qualche paese dell’Est. Lì si alleva spregiudicatamente e in economia, sono frequenti le consanguineità che causano tare fisiche e caratteriali. I cuccioli sono sottratti alle madri troppo presto, con serie conseguenze comportamentali. Vengono sottoposti a viaggi spaventosi; raggruppati nei camion passano una prima selezione innaturale. Molti, infatti, così muoiono. Altri, si ammalano una volta acquistati. Altri ancora sono sofferenti, manifestano disturbi psichici difficili da gestire, soprattutto per proprietari inesperti. Se il cane è di taglia piccola, una volta cresciuto finisce sul marciapiede dopo aver rovinato qualche divano. Se è grande, robusto, di temperamento, può accadere che prima di finire male combini guai peggiori.
LE ASSOCIAZIONI – Tutte le più serie associazioni animaliste, le gattare, i volontari, i responsabili di rifugi, da sempre, ripetono come un mantra quanto è davvero necessario: la sterilizzazione. Abbattere i costi degli interventi e limitare le nascite, anche nel privato. Il desiderio di maternità o paternità che tanto spesso viene attribuito al cane di casa è una proiezione tutta nostra, capace di produrre danni a catena. Nel vivere con noi, nei nostri appartamenti, non esiste più lo stato naturale, solo una sessione programmata. Il gatto, non vedrà i figli crescere e andare all’università: non gliene importa nulla. Mentre noi avremo il problema di sistemarli, senza mai poter davvero garantire per loro. Un animale è un essere vivente, non un giocattolino.
ALLEVAMENTI – Un capitolo a parte, meritano gli allevamenti. Parliamo di commercio, di notevolissimi interessi. Non esiste un limite al numero di cani e gatti che vengono «prodotti» ogni anno, e messi in commercio. Inoltre, non tutti verranno bene: c’è un inevitabile numero di esemplari meno belli, meno sani. Questo è un punto dolente. Bisogna comunque distinguere. Esistono attività ufficialmente riconosciute e regolamentate, e un vastissimo e indistinto fai-da-te. Gente che alleva e vende in casa, tenendo e sfruttando animali in condizioni inimmaginabili. Del resto, basta guardare la quantità di annunci: l’offerta è strabiliante.
Sacrosanto, dunque, non comprare cuccioli nei negozi. Ma per combattere sul serio il grave fenomeno di randagismo e degli abbandoni bisogna sterilizzare, e necessariamente puntare su una normativa che inizi a porre limiti alle nascite.
Fonte: Corriere della Sera
Ma a chi va il cucciolo in caso di divorzio?
Scrittura privata che ha valore di contratto. Fino ad ora già 2.300 richieste di consulenza
Per evitare liti basta stabilirlo prima. Al via il servizio di consulenza prematrimoniale dell’Aidaa
- Un frame di «Who gets the dog?» (Chi prende il cane?), film del 2007 di Nicholas Renton, che parla di una coppia in procinto di divorziare che litiga sull’affidamento dei figli e anche del cane
MILANO – Arriva l’accordo prematrimoniale per gli animali di casa: si tratta di un nuovo servizio legale dell’Associazione italiana a difesa degli animali e dell’ambiente (Aidaa) riservato alle coppie che intendono sposarsi o andare a convivere e che posseggono animali in condivisione. Nei primi dieci mesi del 2010 sono state 2.300 le famiglie e le coppie di fatto che si sono rivolte ad Aidaa per avere consulenze in relazione alla gestione futura degli animali di casa in caso di separazione o divorzio della coppia.
A chi va il pet di casa se la coppia si separa?
In un anno 6 mila richieste all’Aidaa da parte di coppie «scoppiate» alle prese con l’affido di cani, gatti & co.
ROMA- A chi viene affidato l’amico a 4 zampe in caso di separazione o divorzio? Una questione sempre più attuale, tanto che nel 2009 sono state oltre 6.000 le richieste di consulenza giunte allo sportello animali dell’Associazione italiana difesa animali ed ambiente (Aidaa). Non solo, dunque, consulenze per gli animali in condominio, ma anche consulenze gratuite on-line o direttamente agli sportelli di Aidaa per tanti che chiedono aiuto sulla gestione degli animali domestici di famiglia dopo separazione e divorzi.
I NUMERI E I PROBLEMI - Sono stati dunque 6.000 gli interventi e le consulenze prodotte da AIDAA nel 2009 rivolti specificamente alle coppie in crisi e in fase di separazione e che, in alcuni casi, chiedevano di arrivare all’affido condiviso degli animali domestici. Nel quasi 70% dei casi le richieste hanno riguardato i cani di famiglia, ma in molte di tali situazioni la soluzione imposta dalla legge è semplice: la persona cui è intestato il microchip dell’animale ne è di fatto il proprietario. Non sono poi mancate le richieste di affido condiviso degli animali attraverso la stipula di apposite scritture private dove le parti si impegnavano a gestire insieme ‘l’amicò di casa. Oltre il 25% delle richieste di consulenze ha invece riguardato vicende in cui ad essere coinvolto era il gatto di famiglia o più animali contemporaneamente.
SOLUZIONE CONDIVISA – «Se teniamo conto che mediamente in Italia il 10% delle famiglie che si separano ogni anno vive con animali e che complessivamente le coppie che si separano sono circa 170.000, non abbiamo difficoltà a immaginare la vastità del fenomeno – afferma Lorenzo Croce, presidente nazionale Aidaa – e per questo motivo abbiamo deciso di avviare un corso online, il primo partirà il prossimo 22 febbraio, che ha lo scopo di insegnare alle coppie in fase di separazione a gestire in maniera condivisa il proprio animale, evitando di portare in tribunale anche fido e micio e trovando così – conclude Croce – una soluzione che tenga conto delle normative di legge ma anche del benessere degli animali, vittime inconsapevoli delle coppie che “scoppiano”». (Fonte: Ansa).
Fonte : Corriere della Sera

