“Vietate i botti”: gli animalisti si appellano ai sindaci
L’Associazione italiana difesa animali ed ambiente lancia un appello a sindaci e prefetti perche’ in emettano ordinanze che vietino l’uso dei botti di Capodanno nella notte di San Silvestro. Secondo l‘Aidaa e’ anche fondamentale che i comuni che hanno emesso ordinanze parziali o totali di divieto di botti nella notte di San Silvestro si organizzino per farle rispettare attraverso il controllo del territorio affidato alla polizia locale ed alle forze dell’ordine.
Ogni anno sono cinquemila gli animali che muoiono a causa dei botti di capodanno e migliaia quelli che fuggono rischiando di non ritrovare piu’ la via di casa. ”Al problema degli animali si antepone quello di milioni di persone anziane, o sofferenti di patologie cardiopatiche. Per loro l’esplosione dei botti di capodanno rappresenta una vera e propria situazione di disagio e di paura dalla quale non sempre riescono a difendersi.
Cani, gatti, serpenti o maiali in casa: il condominio non può dire no
Avere uno zoo in casa? Cani, gatti, serpenti, pesci, capre o maiali potrebbero presto fare il loro ingresso in famiglia, senza che i condomini possano mettere i bastoni tra le ruote, sempre che passi alla Camera la proposta di legge della deputata Gabriella Giammanco del Pdl.
In Italia ci sono 45 milioni di animali, sette milioni di cani, quasi otto di gatti, sedici milioni di pesci e 12 di uccellini. I serpenti «dichiarati» sono 10 mila e tremila sono i leoni, le tigri e i ghepardi. Adesso gli amanti di quattro zampe, rettili e pesci potrebbero portarsi un’intera arca di Noè senza che i vicini di casa possano più lamentarsi.
Sentenza a Milano: è un diritto che i gatti siano liberi in condominio
I gatti sono animali sociali e quindi il loro aggirarsi liberamente per gli stabili condominiali non è contrario alle regole, anzi, è in qualche modo un loro diritto. E’ questo il significato di una recente sentenza di un tribunale che, a Milano, ha dato ragione alla “gattara” di un palazzo.
La donna si era vista citare in causa da una coppia che vive nel palazzo e che chiedeva la rimozione delle cassette in cui veniva lasciato il cibo, l’allontanamento degli animali e un risarcimento morale agli altri condomini.
La Legge sullo spostamento delle colonie feline
La Legge tutela i gatti che vivono in libertà e vieta espressamente di allontanare o spostare i felini dai luoghi dove abitualmente trovano rifugio, cibo e protezione, sanzionando comportamenti lesivi del loro benessere.
Relativamente alle piccole colonie di gatti stanziali nelle aree condominiali, vale ricordare l’art. 7 della Legge Nazionale 281/91: “è vietato a chiunque maltrattare i gatti che vivono in libertà“; allontanare un gatto, animale a cui è riconosciuto lo status di animale libero, dal proprio habitat è configurabile come vero e proprio maltrattamento, punito dall’art.544 ter c p.
Codice della strada: trasporto del gatto
Ai sensi dell’art. 169 del Codice della strada, non è ammesso il trasporto di animali domestici in numero superiore a uno e l’animale deve essere gestito in modo da non costituire impedimento per chi guida.
Il trasporto di animali in numero superiore, è consentito purchè custoditi in apposito contenitore o gabbia, oppure nel vano posteriore della vettura separato dal posto guida da adeguata rete o altro mezzo che, se installati in via permanente, devono essere autorizzati dal competente ufficio provinciale della Direzione generale M.C.T.C. Per un solo gatto quindi sarebbe sufficiente porlo sul sedile o sul vano posteriori, ma è ovvio che nel trasportino è più sicuro e lo sono anche tutti gli altri passeggeri.
Laser negli occhi, cani abbaiano, liti condomini: Venezia in testa
Rimango sempre più sbigottita e senza parole quando leggo certe notizie ed è per questo che ve le sottopongo anche se il mio blog non tratta principalmente di “notizie dal mondo”.
Forse dovremmo riflettere sulle priorità e le opportunità che ci viene offerta dalla vita “moderna”, per capire l’origine di atti così biechi … comunque eccovi la notizia “animalesca” di questi mesi estivi.
E’ diventato, dopo il problema dell’abbaio dei cani del vicinato, il motivo di maggior denuncia al tribunale degli animali di Aidaa.
Cani, gatti e liti. In condominio, ma non solo
Roma – Torna la primavera, e con lei tornano anche le liti tra condomini per cani e gatti. Come scrive il Giornale, soltanto nell’ultima settimana sono state oltre 1.200 le segnalazioni e le richieste di consulenza arrivate al tribunale degli animali di Aidaa e allo sportello animalincondominio@libero. it relative a liti condominiali.
Spesso si tratta delle situazioni più comuni, come il cane che abbaia, o l’uso degli ascensori degli inquilini con i loro animali.
Tra le 1.200 arrivate, scrive il Giornale, circa 800 provengono da padroni di animali che si sento vessati dai regolamenti di condominio o da vicini che non tollerano la presenza degli animali.
Poi ci sono circa 400 richieste di consulenza legale o amministrativa provenienti da persone che a loro volta si sentono infastidite dal comportamento dei padroni degli animali.
Questa è bella!
Dopo aver parlato della Shanghay e delle nuove regole secondo le quali ogni persona potrà avere un solo cane, adesso anche noi, nella nostra piccola Italia e per precisione a Sorgà, cittadina della provincia di Verona, stabiliamo una limitazione in tal senso.
Il Sindaco di Sorgà, Giovanni Battista Bazzani, ha dichiarato che se la legge stabilisce che in 60 mq non possono vivre 20 persone, chi ci dice che ci possano vivere dieci gatti? E già!
Tenere gli animali domestici in condominio
Il divieto di tenere animali domestici negli appartamenti non può essere stabilito legittimamente dal Regolamento condominiale, sia a norma dell’art. 1138 del Codice civile – secondo il quale le norme del regolamento non possono in alcun modo menomare i diritti di proprietà e di godimento spettanti a ciascuno dei condomini nell’ambito della proprietà esclusiva – sia per evitare un contrasto con la legge nazionale sul randagismo 281/91, la quale, invece, sancisce la tutela degli animali d’affezione e sanziona l’abbandono. Sono quindi rarissimi i casi in cui il Codice e l’Autorità Sanitaria possono imporre l’allontanamento dell’animale e l’assemblea condominiale non può impedirne il possesso neanche se vota a maggioranza!
Davvero non posso sfamare i cani randagi?
Qualsiasi divieto di somministrazione di cibo ad animali randagi è illegittimo ai sensi della legislazione nazionale e regionale a tutela degli animali d’affezione e prevenzione del randagismo (Legge 14 agosto 1991 n.281 Legge quadro in materia di animali d’affezione e prevenzione del randagismo e Legge regionale di recepimento). Non esiste infatti alcuna norma che vieti di alimentare cani e gatti senza famiglia.


