Milano, traffico cuccioli: scoperti 23 in un bagagliaio di auto
Ventitre’ cuccioli di cane stipati nel bagagliaio di una macchina senza acqua ne’ cibo sono stati sequestrati dal Corpo forestale dello Stato, allertato dalla Polizia Stradale che aveva bloccato la vettura in un’area di servizio sulla tangenziale Ovest di Milano.
Una risposta ad una cara lettrice
Una nostra gentilissima ed attentissima lettrice mi ha chiesto come si può fare per oscurare due pagine su FB che, a suo parere, sono oscene. Così sono andata a visitarle.
Una è già stata oscurata, mentre l’altra continua la sua attività e, a mio parere, è giusto che sia così. E’ una pagina di libera espressione e, come tutte le pagine di questo genere, soggetta a discussione. Purtroppo chi discute e risponde è peggio di chi propone, sia nei modi che nei concetti.
Cani: arriva il patentino per proprietario “responsabile”
”Un cane non e’ solo un privilegio, e’ anche una responsabilita”’. E’ questo il motto del progetto nazionale Csen/Coni ‘Proprietario Cinofilo Responsabile’, presentato a Roma, con l’obiettivo di rafforzare il binomio cane – proprietario.
Testimonial e’ Miwok, che ha abbandonato per una giornata le vesti di cane-attore, per diventare un cagnolino ecologico che promuove la raccolta differenziata.
L’idea, spiega il presidente nazionale Csen/Coni Francesco Proietti, e’ nata dalla constatazione del sempre crescente numero di animali domestici. E i cani occupano il primo posto della classifica nelle famiglie italiane.
Cio’ presuppone la necessita’ sempre crescente di avere persone e cani educati per una convivenza piacevole, con sempre meno “incidenti di percorso”.
Traffico di cani dall’Ungheria: 16 cuccioli morti, 35 cercano casa
ROMA – Sedici cani deceduti, 35 sopravvissuti: questo il bollettino di un nuovo caso di traffico illecito di animali smascherato pochi giorni fa dal corpo forestale dello Stato in un capannone della provincia di Napoli.
Introdotti illecitamente in Italia dall’Ungheria, con documentazione irregolare ed altri di incerta provenienza, privi di passaporti e microchip identificativi, molti di loro sono stati strappati prematuramente alle cure materne, tanto da comprometterne la sopravvivenza.
I cuccioli sono stati affidati alla Lav, divenuta loro custode giudiziaria, che vuole garantire a questi cuccioli (bull terrier, spitz, cavalier king, labrador, maltese, barboncino, carlino, shitzu, terranova, jack russel, pinscher, bulldog) un’adeguata vita in una famiglia adatta.
Ucciso da cani randagi: trovato il primo animale del branco
Riporto questo articolo perchè uno dei miei lettori ci ha scritto un commento “un pò pesante” sulla fine che dovrebbero fare coloro i quali difendono a spada tratta i randagi.
Ho gà spiegato che il randagismo è un nostro problema in quanto siamo noi a generarlo, comprando cuccioli ed abbandonandoli alla prima cacca o pipì fatta sul tappeto della sala.
Certe notizie dovrebbero essere filtrate e ci dovrebbero dare l’occasione di meditare su come porre rimedio ai disastri che creiamo con il nostro comportamento. Certo sono grandi tragedie e certo qualcuno deve pagare … ma lo dovranno fare davvero solo i cani?!
E’ stato rintracciato il primo cane che si ritiene appartenere al branco di randagi che ieri pomeriggio ha aggredito un anziano, poi deceduto in ospedale. L’animale, un meticcio di taglia media, e’ stato trovato in via Martirano, la stessa via nei pressi della quale e’ accaduto l’episodio. Sul posto, stamani, si trovano dalle prime luci dell’alba pattuglie della Polizia locale, della Polizia di Stato e i veterinari dell’Asl.
Ucraina: arriva Euro 2012 e i cani randagi finiscono nei forni crematori
KIEV (UCRAINA) – Cani che sbavano e tremano, morenti perché avvelenati, in mezzo a strade ghiacciate fra l’indifferenza della gente. Cani uccisi a bastonate, cani tramortiti e seppelliti vivi, cani infilati vivi a bruciare in “forni crematori mobili”: è la strage dei randagi che sta avvenendo in Ucraina in vista degli europei. Una strage che il governo centrale ora mostra di voler fermare dopo averla a lungo tempo incoraggiata.
Ragioni “cosmetiche” hanno spinto Kiev a dare un ordine “ammazzacani” che poi le amministrazioni locali hanno inoltrato ai cittadini ucraini. Da sempre infatti il Paese conta un gran numero di cani randagi, con conseguente frequenza di incidenti del genere “cane morde uomo” e “uomo uccide cane”. Una certa conflittualità, insomma, fra uomini e cani di strada.
Kazakhstan, vino caldo alle scimmie dello zoo contro il gelo
Vino caldo alle scimmie per proteggerle da gelo e malattie: succede in Kazakhstan, nello zoo della città di Karaganda, dove da qualche giorno in seguito a un’eccezionale ondata di freddo nel paese centroasiatico ex sovietico, ai primati viene offerta la bevanda alcolica per prevenire infezioni virali alle vie respiratorie.
Lo riferisce il sito Tengrinews.kz.
E a quanto pare, gli animali sembrano gradire, assicura la vice direttrice dello zoo, Svetlana Piliuk.
Proprio come gli uomini.
Neve in Abruzzo, lupi in cerca di cibo a Trasacco
TRASACCO (L’AQUILA) – In tutto l’Abruzzo ha nevicato come non succedeva da molti anni. I fiocchi abbondanti sono caduti in particolare sulla Marsica e i lupi hanno fatto ritorno nei paesi in cerca di cibo.
Le nevicate hanno infatti interrotto la catena alimentare e gli animali sono arrivati nei paesi dove cercano cibo soprattutto tra i rifiuti. A Trasacco tre esemplari dimagriti e infreddoliti sono stati avvistati e fotografati tra le case del borgo
Capodanno: come difendere gli animali dai botti
Le associazioni animaliste anche quest’anno si sono attivate per fornire consigli su come comportarsi per proteggere i propri animali dagli effetti dei botti di Capodanno.
Ecco un ‘decalogo’ che contiene delle regole molto semplici e facili da seguire da chiunque abbia a cuore i propri amici a quattro zampe:
Non mostrarsi troppo protettivi, alimenta le loro paure.
Minimizzare l’impatto dei botti accendendo la musica.
Non tenerli legati alla catena potrebbero strozzarsi.
Passeggiare con il cane saldamente al guinzaglio.
“Vietate i botti”: gli animalisti si appellano ai sindaci
L’Associazione italiana difesa animali ed ambiente lancia un appello a sindaci e prefetti perche’ in emettano ordinanze che vietino l’uso dei botti di Capodanno nella notte di San Silvestro. Secondo l‘Aidaa e’ anche fondamentale che i comuni che hanno emesso ordinanze parziali o totali di divieto di botti nella notte di San Silvestro si organizzino per farle rispettare attraverso il controllo del territorio affidato alla polizia locale ed alle forze dell’ordine.
Ogni anno sono cinquemila gli animali che muoiono a causa dei botti di capodanno e migliaia quelli che fuggono rischiando di non ritrovare piu’ la via di casa. ”Al problema degli animali si antepone quello di milioni di persone anziane, o sofferenti di patologie cardiopatiche. Per loro l’esplosione dei botti di capodanno rappresenta una vera e propria situazione di disagio e di paura dalla quale non sempre riescono a difendersi.



