Le api-poliziotto?!
Certo che ovunque ci si giri e ovunque si ascolti, si sente parlare di specie in estinzione.
Noi naturalmente siamo estremamente preoccupati da questo fenomeno dilagante, perché a volte si parla di animali estremamente utili, perché tutti gli animali hanno una loro dimensione ed utilità all’interno dell’ecosistema ed infine perché si rischia di non riuscire a far conoscere ai nostri figli parte del nostro vissuto storico.
Fatto sta, che è qualche anno che si grida aiuto per le api. Si quegli esserini pelosetti e ronzanti che fanno paura ai più (trai quali ci sono anch’io), ma che non osiamo uccidere perché sono tanto utili, con tutto quel loro produrre miele, pappa reale, ecc. e perché infondo sono ripresi in buona parte dei cartoni animati nostri e dei nostri figli. Nella cinematografia hanno a volte il ruolo di api generose e carine con il prossimo, talvolta diventano semplici operaie che si trasformano in eroiche ricognitrici.
Comunque sia, guai a chi tocca le api!!
L’ape domestica
L’ape domestica costituisce la società animale più studiata ed ammirata. È una società matriarcale, formata da numerosi individui appartenenti a tre caste, tutte alate.
Di norma in un alveare vivono una regina, unica femmina fertile, 40.000 – 100.000 operaie, femmine sterili destinate al mantenimento ed alla difesa della colonia, e, tra aprile e luglio da 500 a 2000 maschi detti anche fuchi, questi ultimi destinati esclusivamente alla riproduzione.
La regina, straordinariamente prolifica, ha il compito di deporre le uova e di assicurare la coesione della colonia; essa è la prima ad allontanarsi dalla sua celletta, è più grande delle operaie e dei fuchi, è provvista di un pungiglione, che usa quasi esclusivamente per uccidere le sorelle e sue rivali. A differenza delle operaie, essa è priva dell’apparato per la raccolta del polline, delle ghiandole faringee e delle ghiandole ceripare. La regina è dotata di 150-180 ovarioli e di un ricettacolo di sperma; è distinguibile, appunto, per l’addome più voluminoso. La regina può vivere anche 4 o 5 anni. …l’articolo continua »
