Le intolleranze alimentari

Scritto da Cristina | 12 novembre, 2010 0:15

Io sono un soggetto allergico e soffro anche di qualche intolleranza alimentare, così, oltre a controllare quello che mangio io, cerco di fare attenzione anche ai miei bambini, i quali hanno già manifestato qualche disagio in tal senso. 

E allora??!

Tutto avrei pensato, tranne che di dovermi preoccupare anche dei miei cani. Ebbene si, anche loro possono essere sensibili ad alcuni alimenti e sviluppare delle intolleranze, che vanno curate e seguite con grande attenzione.

Le manifestazioni che ci dovrebbero impensierire, sono di carattere gastroenterico e dermatologico,  infatti il cane potrebbe incominciare a grattarsi insistentemente, a volte tanto da diradare il pelo nella zona pruriginosa, oppure avere problemi di dissenteria e vomito, pur mangiando le stesse cose di sempre.

L’intolleranza si manifesta nei confronti di alimenti che i nostri amici a quattro zampe hanno già mangiato e anche più volte e possono più spesso essere : BOVINO, POLLO, PESCE, LATTE, UOVA, SOIA, FRUMENTO, MAIS, RISO. Alimenti che non sono mai stati assunti non possono creare intolleranza.

E anche se diamo sempre lo stesso cibo al nostro gatto o al nostro cane, non importa perchè nell’errata convinzione di dare un’alimento a base, chessò, di manzo, diamo invece loro una miscela che può contenere  molteplici fonti proteiche e zuccherine, provenienti da diverse origini, per cui quasi tutti gli alimenti commerciali possono sostenere i sintomi dell’intolleranza alimentare.

La soluzione quasi sempre è quella di sottoporre il nostro animale ad una dieta ad eliminazione. Si eliminano tutti gli elementi che possono essere fonte di intolleranza o di allergia e si vede se i sintomi riscontrati diminuiscono. In caso positivo, per cercare il componente incriminato, si reintegra un alimento alla volta per esaminare la reazione dell’animale. In caso negativo, il medico deciderà quali approfondimenti saranno necessari.

Una certezza come sempre c’è … mai fare il “fai da te”, ma rivolgersi ad un ottimo veterinario, che saprà seguirci in modo adeguato e sarà in grado di monitorare il cane o il gatto e stabilire la terapia più idonea al caso.

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